Dopo 13 anni Radio2 chiude 610: la protesta degli ascoltatori e il dietrofront

“E’ vero, il programma non tornerà. Ci dispiace per la squadra ma soprattutto per il pubblico, dopo quattordici anni di un così grande successo saranno in tanti a rimanere delusi. Ma se la rete e il direttore artistico vogliono fare una radio con la quale noi non c’entriamo niente, rispettiamo le loro scelte”. Così Pasquale Petrolo, più conosciuto come Lillo, commenta – e conferma – le indiscrezioni secondo le quali la rete, con il direttore artistico delle radio Rai Carlo Conti, avrebbero deciso di cancellare il programma 610 – Sei uno zero, su Radio2, condotto da quattordici anni da Lillo & Greg con Alex Braga.

Replica la rete: “Noi non siluriamo nessuno. Il palinsesto si prepara con i direttori di rete. A Lillo e Greg hanno chiesto di ricaricarsi facendo il fine settimana e non hanno accettato. Comunque gli è stato chiesto di pensare a qualcosa di nuovo per gennaio“.

In serata poi arriva un post sulla pagina Facebook ufficiale di RadioDue in cui si apre la possibilità per un ritorno: “610 – Sei Uno Zero Radio2 tornerà. Per la prima volta non possiamo dar retta al Grande Capo Etsiqaatsi, perché a noi 610 sta molto a cuore. Stiamo lavorando ad una nuova versione del programma con Lillo, Greg e Alex Braga, dalla sala B di via asiago con la partecipazione del pubblico. Vi terremo aggiornati”.

La notizia, non ufficializzata dalla Rai (“anche a noi veramente non avevano detto niente”, commenta Lillo), ha iniziato a circolare in rete dalla mattinata di ieri. Le ragioni del taglio sarebbero legate ai costi: un programma che di fatto è un varietà, che ospita tanti artisti ormai famosi e che quindi richiede un investimento consistente. “A un certo punto, qualche tempo fa – continua Lillo – era spuntata l’ipotesi di andare in onda solo al sabato e alla domenica. Per noi andava benissimo: il programma è molto scritto, richiede un grande lavoro autoriale e andare in onda solo al weekend, avrebbe permesso all’azienda di ridimensionare i costi e a noi di gestire meglio l’organizzazione delle tante cose che abbiamo da fare, fra radio, cinema e teatro. ma poi l’ipotesi è morta lì“.

6108

Il programma, in onda dal 2003, è un cult della radiofonia italiana. Ha lanciato tormentoni, personaggi esilaranti, battute e soprattutto talenti straordinari: a 610 hanno collaborato Virginia Raffele e Caterina Guzzanti, Stefano Frosi, Marco Marzocca, Paola Minaccioni, Max Paiella, Simone Colombari per citarne solo alcuni. E questi sono quelli “reali”. Poi ci sono i personaggi virtuali, entrati nell’immaginario collettivo degli ascoltatori della radio (e interpretati il più delle volte proprio da LIllo e Greg), il Grande Capo Estiqaatsi, Pasquale Dianomarina, Sharon Cenciarelli, il mago Acirfass, Don Babbeo, Forlozzo da Melì Poulain. Le gag piccole e fulminanti, i paradossi, il nonsense, le situazioni surreali, le rubriche come “Dadi dadi dadi”, “Casalinghe disperate”, “Escapologia estrema”, “Ma dove l’ho messo?”. E poi l’interazione con gli ascoltatori grazie al sito ufficiale, con i sondaggi, i video, le trovate dei due artisti.

“Greg e io siamo due umoristi e in questi anni abbiamo portato il nostro umorismo alla radio, 610 è un programma di parola. E’ legittimo che la radio voglia fare un altro tipo di programma, magari di quel genere in cui si chiacchiera con leggerezza e c’è molta musica. Noi non potremmo, non siamo deejay. Ripeto, dispiace per un gruppo che ormai era veramente affiatato. Certo, potevano almeno dircelo guardandoci in faccia, ma lo dico senza polemica, davvero”. Ma la notizia che farà piacere ai molti fan è che “il microcosmo di 610 non finisce. Nel senso – spiega Lillo – che continueremo a far vivere quel mondo, certo con un altro nome ma lo spirito sarà esattamente lo stesso. Potrebbe diventare, ad esempio, un programma tv. Anzi, mi sento di dire che, in questo momento, in televisione non farei altro che 610. E in ogni caso, quest’esperienza continuerà a vivere da qualche parte, anche perché ci sono già state parecchie manifestazioni di interesse per averci...”.

fonte: repubblica.it

Commenta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *