A qualcuno piace presto: LaMiaRadio intervista Pippo Lorusso

Oggi su LaMiaRadio vi proponiamo l’intervista a Pippo Lorusso. Artista poliedrico con una spiccata vena brillante, da ormai nove stagioni è al timone di A qualcuno piace presto, il morning show di radio m2o. Cresciuto a Novara, si è formato artisticamente a Milano dove ha debuttato nel mondo del teatro e della pubblicità. Ha recitato in alcune soap e sit-com di Canale 5 per poi dal 2007 avviare una fortunata collaborazione con Maccio Capotonda. Prima a Mai dire Martedì in compagnia della Giallappa’s Band, poi con delle esilaranti produzioni che spopolano ancora oggi sul web. E dal 2013 al 2015 è stato protagonista su MTV della serie di successo firmata Maccio Capatonda “MARIO”, nella quale veste i panni del giornalista Salvo Errori, del Commendadore dei caroselli e dell’attore degli spot demenziali come “Amaro Vecchia Romana”. Poi arriva il cinema con Italiano Medio, Loro Chi?, Mister Felicità, Omicidio all’italiana e il recente Caccia al tesoro. Nuove sfide attendono Pippo Lorusso, ma alla radio è rimasto sempre fedele, con la sua presenza mattutina a m2o.

 Pippo, qual è il segreto per alzarsi prestissimo ogni mattina?

Il segreto è quello di Pulcinella ovvero andare a dormire alle 21 con mia figlia di 6 anni! Ovviamente quando gioca l’Inter e vince vado a letto alle 23 e dormo subito. Se invece perde beh allora passo la notte a fissare il soffitto. A parte gli scherzi per fare un programma alle 6 del mattino ho uno stile di vita “da pensionato”. La cosa importante per me è sempre alzarsi con la voglia di andare a divertirsi e divertire. Come si dice? Quando fai un lavoro che ti piace e che hai sempre sognato di fare allora non lavori mai.

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Ci spieghi come deve essere la ricetta vincente di un morning show?

 Boh! Non so se esiste una ricetta particolare. “A qualcuno piace presto” è in onda da ormai nove stagioni e posso dirti che personalmente mi diverto tantissimo, adoro cazzeggiare allo stato puro e ridere con i miei compagni di viaggio (Simone Girasole, Elisabetta Sacchi, Federico Riesi e la Fiorella più una decina di collaboratori). Siamo una famiglia che ogni giorno scopre e inventa cose nuove, si confronta, discute, immagina e sogna mettendo tutta la passione del mondo. Questo la gente “lo sente” e quando sente che siamo noi i primi a divertirci allora si affeziona. Ovviamente tutto questo si basa su un impegno e lavoro quotidiano senza il quale nulla potrebbe funzionare.

Quali caratteristiche importanti hanno i tuoi compagni di viaggio in A qualcuno piace presto e quale non hanno loro rispetto a te?

 Partiamo dal presupposto che io cazzeggio sempre e do molta fiducia ai miei colleghi, però quando si lavora SI LA VO RA! Voglio dedizione al 100% e sono fortunato perché ho un gruppo di persone vicino che condivide le mie scelte e il lavoro corale, di squadra. Una componente fondamentale è l’alto tasso di sopportazione che devono avere perché io sono anche un rompiballe micidiale. I nuovi arrivati Sacchi e Riesi sono molto propositivi e umili proprio come me, sanno ascoltare e sanno stimolare le dirette ogni giorno in modo diverso. Questo per me è importante. Lei è una speaker davvero brava, lui è un cazzeggiatore professionista come me. Poi c’è La Fiorella, una presenza redazionale e umana indispensabile, anche perché è la mia valvola di sfogo, una sorta di zia che non sapevo di avere in Australia. Ogni giorno con lei è uno spasso.

Poi l’elemento più prezioso per la messa in onda di AQPP è Simone Girasole dj, accanto a me da sempre a m2o e con il quale ci divertiamo come pazzi a creare, montare e realizzare scenette, gag, rubriche e personaggi che scandiscono la nostra diretta. In regia poi è un fenomeno così come dj Osso. E sono fortunato ad avere la loro musica ed i loro mix all’interno del programma. La caratteristica principale che manca a loro rispetto a me è una sola ed è sintetizzata nella storica frase di Alberto Sordi ne “Il marchese del Grillo”. Sì dai io non amo parlarmi addosso, però ognuno di noi ha qualcosa di innato e unico che ci rappresenta. Nel mio caso credo di avere energia e curiosità da vendere, oltre ad una capacità di trovare sempre un aspetto divertente in ogni cosa che faccio, dico o vedo.

                        pippo lorusso

Domanda facile, come nasce la tua passione per la radio?

La mia passione nasce ascoltando da adolescente la banda di Viva Radio Deejay capitanata da Fiorello. Ascoltavo anche le repliche, facevo la mitica cassettina e ridevo ascoltando le loro scenette e il loro divertimento. Un giorno poi andai a trovarli bigiando la scuola e mi innamorai di questo lavoro. Poi nella mia realtà di Novara iniziai a muovere i primi passi facendo programmi su Radio Azzurra e Radio ABC Italia e imparando in modo artigianale ogni aspetto della radio.

 I primi tre speaker italiani che ti vengono in mente e che ti piace ascoltare…

Beh questa domanda è davvero facile, perché io ascolto tutto e tutti. Però i tre in questione mi hanno davvero insegnato molto, direttamente ed indirettamente. Il primo è Renzo Arbore. Per chi vuole creare divertimento in radio, ascoltare e studiare lui equivale ad un corso di laurea con 10 master compresi. Poi Marco Mazzoli, un amico che ho sempre stimato e che mi ha fatto sempre divertire, anche perché ha ispirato un po’ il mio stile di conduzione e comicità prettamente radiofonico. E infine ti dico Linus e Nicola Savino, perché mi è sempre piaciuto il loro stile e soprattutto perché ho condiviso tanti eventi e palchi con loro durante il Tour più grande degli anni 90 che era il TIM TOUR, un carrozzone musicale e di intrattenimento davvero mostruoso, una cosa impossibile solo da immaginare oggi. Beh su quel palco gigantesco io c’ero!

Cosa ne pensi della “guerra fredda” tra i grandi network italiani?

Seguo tutte le vicende ovviamente, perché c’è tanto fermento e ci sono sempre molti ribaltoni, però normalmente penso di più a fare bene il mio lavoro, quindi come disse Clark Gable in Via col vento “francamente me ne infischio!”

Recentemente Maccio Capatonda, Ballerina e Avido hanno abbandonato lo Zoo di 105 dopo diversi anni. Hai mai pensato di farne parte con loro?

Beh qui ti devo rispondere come fanno i calciatori… Non posso dirti tutto, ma posso ammettere però che all’inizio e negli anni, qualche “invito” da parte loro e di Mazzoli c’è stato. Probabilmente mi sarebbe piaciuto pure farlo, ma m2o negli anni è diventata la mia famiglia e ci sto da favola, in piena libertà creativa e con un supporto professionale e soprattutto umano che è raro trovare altrove.

A proposito di Maccio, con lui sul web, al cinema, in tv. Cosa ti ha divertito di più e in particolare quale personaggio interpretato?

Ho iniziato con Maccio Capatonda nel 2003, ne abbiamo fatte di cotte e di crude. Però posso dirti che il mio debutto con lui e la Gialappa’s a MAI DIRE MARTEDì fu strepitoso. In prima serata, con sette milioni di persone incollate a vedere le mie “edizioni del bradipo”.  Beh fu davvero qualcosa di straordinario, come lo è stato la serie MARIO su Mtv, dove interpretavo Salvo Errori e il commendatore dei caroselli che solo per farli ci facevano ammazzare dalle risate. Ecco, forse Salvo Errori, l’inviato dei tg è il personaggio che sento a me più caro. Anche perché ha così tanti estimatori che ogni volta mi sorprendo. Poi posso dirti che il mio Dottor Malati della serie DRAMMI MEDICALI mi piaceva molto. Una citazione a parte poi meritano due TRAILER che hanno segnato la mia esistenza e quella di molti fan (ahahahah), parlo di ABBAGLI e AMARO VECCHIA ROMANA.

Cosa ne pensi della radiovisione? Favorevole o contrario?

 La radiovisione non mi piace. Te lo dico da addetto ai lavori. Riconosco che può essere simpatico vedere il mio conduttore preferito, però dal mio punto di vista perderei spontaneità, non sarei io al 100% e questo mi farebbe sentire limitato. Il bello della radio per me è immaginare e immedesimarsi. Tra l’altro c’è un tale bombardamento di dirette e clip sui social che siamo in una sorta di Grande Fratello perpetuo e questo a me onestamente non interessa più di tanto.

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 Hai fatto praticamente tutto tra tv, radio, cinema, teatro, eventi. Tra qualche anno ti vedi ancora su più fronti o sceglierai una sola strada?

Tra tanti anni spero di continuare a fare ciò che mi diverte fare, anche perché quando fai certi tipi di lavori, questi lavori sono il tuo modo di vivere, sei tu a 360°. Il mio lavoro sono io, ma il discorso è troppo filosofale, allora diciamo che voglio stare tra la gente, con la gente, sempre, fino a che morte non ci separi! però non ti nego che un programma radio per pensionati e anziani che si sfogano un po’ come dalla De Filippi è il mio sogno nel cassetto se arrivo a 70 anni! (intanto mi do una bella e sana grattata!)

La radio non muore mai ed è ormai fruibile in tanti modi. Tu che idea ti sei fatto della radio del futuro?

 Sì, è vero la radio la puoi ascoltare in mille modi, ma a me piace pensare che la radio è come un libro. Ho bisogno del mio momento di lettura o di ascolto, ho bisogno di sentire che instauro un rapporto intimo, che quello che leggo o ascolto è mio e di altre persone contemporaneamente. E soprattutto che me lo godo “come e quando lo dico io”.

Grazie Antonio, un abbraccio grande. Ci sentiamo in diretta dalle 6 alle 9 con AQPP dal lunedì al venerdì… Sempre e solo su m2o!

Antonio Tortolano

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