Radio: nel 2017 +5,4% per gli investimenti pubblicitari

Per il terzo anno consecutivo cresce il valore economico della radio, in recupero dopo gli anni della crisi. Ad evidenziarlo un’analisi pubblicata da Confindustria Radio tv sull’andamento del mercato pubblicitario nel settore.

Secondo gli ultimi dati rilasciati da Fcp Assoradio, gli investimenti adv del mezzo hanno chiuso il 2017 a 405 milioni di euro, in rialzo del 5,4% rispetto al 2016, con una crescita complessiva che negli ultimi tre anni ha raggiunto il +18%.

Estendendo l’analisi agli ultimi dieci anni (2008 – 2017), evidenzia ancora l’analisi, la radio è riuscito a contenere le perdite (70 milioni di Euro) meglio degli altri mezzi, registrando una contrazione del 14,3%, contro una flessione dell’intero mercato pubblicitario del 33,4%, nel caso del perimetro Nielsen tradizionale (-12,7% includendo le componenti Search e Social – perimetro Nielsen esteso). Differentemente gli altri mezzi tradizionali (Televisione, Quotidiani, Periodici, Cinema) hanno registrato perdite che oscillano tra il 20% e il 70%.

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Un risultato ancora più significativo – ricorda Confindustria – se si tiene conto del periodo di incertezza che il settore ha vissuto con la chiusura nel 2011 di Audiradio, organismo preposto per la rilevazione ufficiale dei dati di ascolto. Un vuoto colmato in parte con l’esperienza di RadioMonitor (GfK Eurisko), e risolto a distanza di cinque anni con la costituzione del Tavolo Editori Radiofonici – TER (2016).

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Guardando al 2017, l’andamento degli investimenti radiofonici ha registrato i migliori risultati a maggio (+14,9% sul 2016) e ottobre (+14,6%), solitamente i mesi con l’incidenza più importante per fatturato (11%) dell’anno. Le performance peggiori sono state a luglio (-5,1% rispetto al 2016) e febbraio (-3,4%), unico mese dell’anno sotto la media rispetto all’andamento complessivo del mercato pubblicitario (-2,8%).

Pertanto ad un primo semestre chiuso a 200 milioni circa (+5,0% rispetto al 2016), in recupero dopo i primi mesi di sofferenza, si alterna un secondo semestre della stessa portata, caratterizzato da un autunno ancora più sostenuto (+5,7%) degli anni passati.

fonte: primaonline.it

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