Radio Millennium: LaMiaRadio intervista Filippo Grondona

  • Dicembre 4, 2017
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Oggi su LaMiaRadio vi proponiamo l’intervista a Filippo Grondona. Con i suoi 17 anni, è uno degli speaker più giovani d’Italia.

Da poco più di un anno conduce un programma su Radio Millennium, che non poteva che chiamarsi Millennials. A fine ottobre ero a Roma al Web Radio Festival. Tra un intervento e un altro di conduttori e addetti ai lavori, improvvisamente è stato chiamato sul palco questo giovanissimo ragazzo genovese.  Mi ha colpito la padronanza di linguaggio, l’assoluta scioltezza nel gestire la scena, i temi affrontati e la sua voglia di dare un contributo nel mondo radiofonico. Ho deciso così di contattarlo e di fare una chiacchierata con lui. Il suo programma va in onda, ogni sabato dalle 14 alle 18. Ospiti, interviste e approfondimenti su una generazione, quella appunto dei millennials, che vuole cambiare il mondo. Filippo è on air anche la domenica con Week End Dance. Radio Millennium si ascolta in Fm in Lombardia, Canton Ticino e in alcune zone del Piemonte e ovviamente in streaming.

Filippo, un anno di Radio Millennium per te, quale bilancio senti di tracciare?

Quella a Radio Millennium è una bella avventura. Quando ho iniziato un anno fa, sarò sincero, non pensavo di essere del tutto adatto ad una radio con un formato ricercato come quello di Millennium, ma invece sono riuscito a trovare la mia dimensione, a sperimentare, innovare e crescere ed ogni diretta è un nuovo passo avanti. Sto lavorando per un’azienda molto propositiva, in cui c’è voglia di fare e creatività da parte di tutti, quindi quest’anno è stato più che proficuo!

 Come nasce la possibilità di iniziare a fare lo speaker?

Come tutte le cose belle della vita, almeno a mio parere, è stato un caso. Era il marzo del 2013, avevo 13 anni, sì sono nato nel 2000, ed avevo invitato a casa un amico e compagno di scuola. Durante un pomeriggio di nullafacenza come tanti a quell’età, mentre eravamo davanti al computer, Mattia (l’amico) se ne uscì con: “Fili, perché non creiamo una web radio?” Da questo momento tutto è iniziato. È scoppiato l’amore profondo per la Radio e da quel momento non ho mai più smesso.

 Quali sono gli argomenti che ami maggiormente trattare in radio? Come deve essere un bravo speaker?

Da quando sono a Radio Millennium conduco un programma chiamato Millennials dedicato a questa generazione. Trattare temi più smart e di nicchia, per quanto all’inizio non mi convincesse, è una bellissima sfida! Ogni settimana imparo qualcosa di nuovo insieme agli ascoltatori e, grazie alla versatilità degli argomenti, non si scade mai nella banalità. Come dico sempre, ho tanto da imparare ma mi mi è sempre stato insegnato che un bravo conduttore deve avere due doti: pazienza e curiosità. Se non hai la prima non fai strada, se non sei curioso non hai nulla da dire. Mi sento un professore dopo questa frase, fate finta di niente ahahah.

Da ascoltatore prima di iniziare questa avventura, amavi la radio delle playlist o quella più parlata?

Sono un grande sostenitore e amante della radio di flusso: precisa, pulita e prevalentemente musicale, ma Linus e Nicola per me sono ancora due fuoriclasse veri, anche con talk da 10 minuti.

 Se ti chiedo i nomi di tre speaker di grandi network, quali ti vengono in mente subito?

Linus, Rosaria Renna, Dario Spada.

 Sei tra gli speaker più giovani d’italia. Ti senti una sorta di responsabilità addosso?

È un grande onore esserlo e un po’ di responsabilità sento di averla, sono sincero. La Radio è la mia vita, è nei miei pensieri anche quando dormo e non riuscirei a trascurarla nemmeno se mi mettessi d’impegno. Cerco di dare il massimo ogni giorno ma non la vivo come una fatica o altro, è un vero bisogno. Come dice Caparezza, devi fare ciò che ti fa stare bene!

                              grondona1

Sono da poco usciti i dati di ascolto delle radio. Che idea ti sei fatto?

Finalmente qualche settimana fa sono stati pubblicati i dati semestrali. C’è stata una grande crescita a livello generale su cui si potrà trarre più conclusioni solo con le successive indagini a cura di TER. Spero che la direzione sia quella di avere dati sempre più accurati, precisi e interattivi. In molti Paesi è già una realtà!
Mi ritengo comunque soddisfatto, la radio dove lavoro è cresciuta e molte delle radio che ascolto e apprezzo hanno avuto crescite notevoli. Bene così, tutto di guadagnato per la nostra amata Radio!

 Cosa ne pensi della “guerra fredda” dei grandi network. Credi sia reale?

Sarò sincero, non mi piace definirla una vera e propria “guerra”. Se un grosso gruppo inizia a fare mosse strategiche e rilevanti, è chiaro che la concorrenza si tenga al passo. Vedere grandi colossi che investono molte risorse per fare meglio, diversamente dalla guerra, mi dà fiducia. È chiaro che chi non riuscirà a stare al passo verrà inglobato, ma questa è la legge della sopravvivenza. Ad maiora!

Un tuo parere sulla radiovisione

Penso siamo tutti d’accordo quando affermiamo che, in Italia, la radiovisione funziona, del resto i dati lo dimostrano. Penso sia uno strumento molto potente, in grado di far conoscere e apprezzare la radio anche ad una categoria di utenti del tutto estranea al mezzo tradizionale. Le radio sono aziende e quindi mi dico: se si tratta di un mezzo capace di far crescere il settore e offrire qualcosa in più, perché no?

                                           filippo

 La radio non muore mai, qual è il segreto di questo mezzo?

La Radio è un mezzo che si è sempre saputo adattare ai tempi e alle generazioni. Integrandosi con le nuove tecnologie ed offrendo sempre qualcosa di più, basti vedere quello che sta succedendo con i social. Secondo mio modesto parere non si parla più di radio come un flusso audio scovato sull’autoradio, ma di aziende (fighissime) in cui si fa intrattenimento.

 Da radio a audio, come vedi il futuro?

Forse mi sbaglio, ma credo fortemente nel digitale ed internet in particolare.

Qual è il tuo rapporto con i social network e cosa danno in più alla radio?

Sono un grande amante dei social poiché li vedo come uno strumento potentissimo alla base di molti business nel 2017. Inoltre è bello che grazie ai social ci sia un confronto diretto con chi ascolta la radio: si è tutti (quasi) amici e la cosa mi piace.
Tanti ascoltatori mi dicono sempre che grazie a Facebook o Instagram hanno scoperto com’è fatto uno studio o come lavoriamo tutti noi ogni giorno. Infine, cosa più importante, i social hanno dato alla radio la possibilità di offrire contenuti sotto nuove forme. Ormai tanti contenuti sono esclusiva del web e dei social. Ci sta!

 Il futuro di Filippo Grondona? C’è la una radio dei tuoi sogni per quando sarai grande?

Con il diploma Classico e magari una laurea. Sempre innamorato della radio e della comunicazione in generale. In continua oscillazione tra la mia Genova, Milano e New York. La mia radio dei sogni sarà quella che mi darà la possibilità di sperimentare, costruire qualcosa di figo e nuovo, di farmi crescere e farmi mettere in pratica la mia passione più grande: comunicare alle persone.

Antonio Tortolano

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