Rai Play Sound: Roberto Sergio “Obiettivo: essere leader in Italia nell’offerta dei podcast”

  • Febbraio 24, 2021
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Roberto Sergio, direttore Rai Radio, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione di Rai Play Sound ha spiegato la natura della nuova piattaforma: “Oggi siamo qui per raccontare un’altra iniziativa che completa la rivoluzione digitale che abbiamo avviato tre anni fa. Rai Play Sound sarà una piattaforma integrata per l’ascolto digitale, con accesso per genere, per argomento, per contenuto. Al suo interno ci saranno podcast originali, le dirette delle 12 radio Rai e i programmi on demand. Non si tratta quindi di un upgrade di Rai Play Radio, che verrà chiusa quando partirà la nuova app, e neppure di un catalogo di contenuti audio; ma di un nuovo hub dedicato all’ascolto digitale a 360 gradi

Con Rai Play Sound si aggiunge così un nuovo tassello al percorso che ha portato una struttura analogica e poco moderna come era Rai Radio pochi anni fa fino a diventare il fiore all’occhiello delle grandi produzioni digitali Rai. Un cambio di passo che è stato possibile grazie alla virata digitale, che ha portato a riprogrammare tutti i flussi di lavoro, partendo dal rifacimento degli studi, oggi dotati delle più avanzate tecnologie, capaci di ospitare show multimediali in 4k come Viva Rai Play, AmaSanremo e i due show-evento di Claudio Baglioni e Fiorella Mannoia.

Con la nascita di Rai Play Sound, l’obiettivo per Rai sembra molto chiaro: “Essere leader nel settore del podcast in Italia”. Lo ha detto il direttore di Rai Radio, Roberto Sergio, intervenendo alla conferenza stampa di lancio della nuova piattaforma Rai Play Sound.

La sfida vera – ha spiegato Sergio – è fuori. Fuori dalle radio, fuori dai confronti fra editori radio, fuori dal mondo dell’on air. Non a caso, non ragioniamo oggi sui dati di ascolto dell’universo Ter, che pure ci hanno visto in crescita in termini di share. Oggi il mondo è cambiato. I nostri competitor non sono più Radio Deejay o Rtl. I nostri competitor sono Spotify, Audible, YouTube. I nostri talent devono confrontarsi non tanto con gli speaker delle altre radio, ma con il podcast dei The Jackal su Spotify. O con quello che attualmente è il podcast numero uno nella classifica Spotify: le bellissime lezioni di storia di Alessandro Barbero, peraltro volto noto Rai. Tutti competitor in termini di tempo di ascolto da parte delle persone. E allora è lì che dobbiamo giocarci la nostra partita, avendo competenze, risorse, contenuti. Ecco perché annunciamo oggi la nascita di Rai Play Sound. Per portare alle persone quello che le persone vogliono: contenuti originali, verticali, interessanti. Facile a dirsi, un po’ meno a farsi. Ed ecco perché stiamo parlando soprattutto dei podcast, una modalità di ascolto on demand che in Italia è stata finora sottovalutata. Rai Play Sound sarà l’hub dei Podcast, a cominciare da quelli della Radio, ma proseguendo per quelli che potranno nascere da esperienze e talent televisivi”.

Un accenno al recente avvio della visual radio nel discorso di Roberto Sergio per il lancio della piattaforma Rai Play Sound. “Abbiamo deciso di accendere le telecamere negli studi di Radio 2 per un motivo ben preciso: avere la possibilità di contattare nuovo pubblico sui social attraverso la modalità visiva (l’unica premiante sui social). E così è stato, dal momento che Radio 2 è stata la radio più vista e cliccata su Facebook nel 2020 e ha registrato oltre 200mila nuovi fan, a conferma dell’efficacia della visual radio in termini di impatto sui social. In più, la convergenza digitale ci ha portato sui televisori connessi. Il risultato è che oggi abbiamo un vero e proprio canale video di intrattenimento h24, a un costo irrisorio se paragonato all’acquisto di un canale su digitale terrestre. Un elemento tutt’altro che trascurabile, in anni in cui i budget produttivi sono sempre fisiologicamente in riduzione. E anche da questo punto di vista, i numeri ci stanno dando ragione: Radio 2 visual si posiziona ogni settimana fra i canali più visti nel bouquet streaming Rai, con tempi di permanenza che si attestano sui 40 minuti medi per visione”.

Sergio ha poi citato il mondo degli aggregatori, evidenziando il dato di TuneIn, la piattaforma leader in questo settore. Oltre 1 milione e mezzo di persone hanno almeno una radio Rai nei propri preferiti di TuneIn. Ancora, il Direttore ha ricordato gli altri ambiti in cui l’ascolto digitale si sta declinando con forza: gli smart speaker e i fenomeni nascenti come Clubhouse e tutte le altre app che nasceranno sulla stessa scia.

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