Su Radio3 un Primo Maggio dedicato ai lavoratori del settore cultura

Venerdì primo maggio la programmazione di Rai Radio3, per tutta la giornata, è dedicata al tema del lavoro, in particolare al settore della cultura, uno dei più colpiti durante l’emergenza sanitaria.
Dal panorama musicale a quello del teatro, dal cinema all’editoria: come si sta affrontando questo momento difficile e quali prospettive ci sono per il futuro di chi lavora con la cultura? Ci sarà un tessuto connettivo musicale che animerà tutta la giornata, una sorta di Concerto lungo un Giorno, da Qui Comincia a Battiti compreso il Cartellone, in tutte le trasmissioni sarà possibile ascoltare musiche legate a vario titolo al mondo del lavoro e ai lavoratori.

A Qui Comincia, alle 6.30,  la giornata inizia con una la puntata dedicata al rapporto tra musica e lavoro, con pensieri sparsi tratti da testi di Kurt Vonnegut, Antonio Gramsci, Keith Jarrett, Enrico Rava ed altri autori. Anche per gli ascolti musicali verrà seguito un percorso incentrato sul tema del lavoro, che parte da Clément Janequin fino ad arrivare a John Lennon.

Con Tutta la città ne parla, alle 10, si approfondirà invece il tema del lavoro culturale e verrà trasmesso La bella tatuata dei Tre allegri ragazzi morti, un brano a cappella che richiama i canti di lotta del passato, con testo di Davide Toffolo, sui tempi di vita e tempi di lavoro. Tanta musica a tema, poi, anche all’interno di Radio3 mondo e Radio3 scienza.

La scaletta de L’Idealista, alle 14.30, si intitolerà Tutti a raccolta: 5 canzoni sul lavoro nei campi, cinque titoli che raccontano il lavoro agricolo, e in particolare, la fatica come condizione umana e come metafora attraverso cui raggiungere scopi e dignità. Questi i brani: Harry Belafonte Cotton Fields; Riuychi Sakamoto Field work; Neil Young Harvest; Nick Drake Harvest Breed; De’ Soda Sisters Ode al trattore.

All’interno della trasmissione Fahrenheit, alle 15, verranno raccontati i diversi aspetti di questa data simbolo: si discuterà di lavori smaterializzati e nuove professioni in campo culturale con Lucio Argano, manager culturale, e Chiara Bisconti, pioniera dello smart working in Italia. Si parlerà poi del progetto Tutte a Casa e della “piazza” nell’immaginario ai tempi del covid.

Sei gradi, alle 18.00, presenterà una scaletta “circolare”, con più ascolti riferiti alla tematica lavoro/lavoratori/lotte sindacali. In apertura si ascolterà There is power in a union nella versione di Billy Bragg, in chiusura,  L’internazionale fatta dal gruppo musicale Area.

Hollywood Party, alle 19.00,  dedicherà la puntata al futuro del cinema in Italia e dei suoi lavoratori. Partendo dall’inchiesta giornalistica del settimanale FilmTv, si ragionerà sullo stato dell’arte del settore e sulle future dinamiche di collaborazione che vedranno coinvolti registi, esercenti, produttori e direttori di festival. Un’occasione per immaginare, il più concretamente possibile, il cinema che verrà.

A Radio3suite alle 21, Experimentum mundi, Opera di musica immaginistica di Giorgio Battistelli per 16 artigiani, coro femminile, voce recitante e percussioni. Una bellissima Stanza della Musica, alle 22.00, sarà centrata sul lavoro manuale,  tema quanto mai attuale in un momento come questo che vede la maggior parte dei lavori artigianali fermi. Scritta nel 1981, su libretto del compositore liberamente tratto dall’Encyclopédie di Diderot e D’Alembert, questa “sinfonia artigianale” è una curiosa e innovativa espressione di teatro ritmico, in cui si incontrano il mondo della musica e quello del lavoro.

Alle 22.15 riprenderà, dagli archivi di Radio3, la lettura a più voci del racconto di Pirandello dedicato ai minatori delle solfatare Ciaula scopre la luna, una registrazione del 1984 con la firma di uno dei padri della regia teatrale italiana, Orazio Costa. In chiusura di trasmissione, alle 23.30, verranno proposti brani musicali legati alla storia, all’idea e alla realtà del lavoro umano: dal Bartok dell’esplorazione musicale del mondo contadino al Philip Glass dello sfruttamento dei minatori brasiliani, al Malcom Arnold del recupero della tradizione dei “Sea Shanties”, i canti tradizionali dei marinai britannici. A mezzanotte circa, la notte di Battiti,  dedicata alla festa dei lavoratori, si muoverà sul ritmo del lavoro, su tante work songs e su canti che lo hanno narrato, descritto e celebrato. Una selezione che passa anche dall’ironia di Enzo Del Re, Devo, Bill Laswell, Skiantos e Daniele Sepe, tocca il folk di Bob Dylan, il blues di B.B. King e le prison song, prosegue nel segno jazz di Charles Mingus e Duke Ellington e arriva alle canzoni di Giovanna Marini e Stormy Six.

Sempre sul lavoro, domenica 3 maggio, a La lingua batte (insieme a uno speciale “Quando c’è la Comunità” con la nuova coproduzione della Comunità Radiotelevisiva italofona) farà una riflessione con Angelo Ferracuti, scrittore e reporter, su comunità e lavoro e attraveerso i contributi di Silvia Contarini e Carlo Baghetti, docenti e ricercatori a Parigi, si parlerà di come raccontiamo e racconteremo il lavoro dopo la crisi pandemica: chi scriverà il romanzo dei rider?

Infine, nel fine settimana successivo al primo maggio Le Meraviglie, in onda alle 13, replicherà due puntate: una sul villaggio operaio di Crespi d’Adda, città ideale del lavoro operaio del settore tessile e cotoniero realizzato tra Ottocento e Novecento dalla famiglia Crespi (e oggi Patrimonio Unesco) e l’altra sulle colline vitate di Montalcino, la cui bellezza del paesaggio naturale è il risultato di secoli di lavoro agricolo e cultura architettonica rurale.

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